ROMA IMPERO

a. Le conquiste territoriali della Repubblica
Dopo aver preso il controllo dell’Italia, Roma si avvia alla conquista del bacino del Mediterraneo. Sulla sua strada, si imbatte contro Cartagine, una città commerciale situata nel Nord Africa. Alla fine di tre conflitti, chiamati Guerre Puniche, che scoppiarono tra il 264 e il 146 aC, Roma alla fine vinse la vittoria distruggendo il suo rivale. Gli antichi possedimenti cartaginesi, la Corsica, la Sardegna e la Sicilia passano sotto il dominio romano.

Roma conquista anche la Spagna, la Grecia e le coste dell’Asia Minore dal 260 al 120 aC Altre regioni sono conquistate nei decenni successivi e negli ultimi anni della Repubblica, tra il 60 e il 31 aC

Dopo aver conquistato le coste mediterranee di Africa, Asia Minore ed Europa, Roma si estende nei continenti. Così in Europa, estende il suo dominio fino al Danubio in Oriente e conquista la Gallia “pelosa” nel nord. In Africa, sottomette l’Egitto dopo la vittoria di Azio.

Roma ha così scolpito un immenso impero stabilito su tre continenti ma la durata delle guerre testimonia le difficoltà incontrate.
b. Il consolidamento dell’impero
Dal secondo secolo della nostra era, Roma interrompe la sua estensione e i suoi imperatori cercano d’ora in poi di proteggere i territori conquistati. In effetti, la presenza barbarica (tedeschi, alani, arabi) ai confini sta diventando sempre più sentita. Inoltre, per contrastare questa minaccia, gli imperatori decidono di fortificare i limiti dei loro territori creando i calci (termine latino che significa “confini” da cui deriva il termine limiti).

In questo complesso fortificato, i territori soggiogati vengono trasformati in “province” (un termine che deriva dal latino pro vinci che significa “già presentato”). Queste sono regioni fuori dall’Italia, amministrate da Roma, attraverso un governatore.

2. Un esercito formidabile, uno strumento di conquista
a. Un esercito ben organizzato
Le truppe dell’esercito romano sono chiamate legioni, sono composte da 6.000 uomini chiamati legionari. Ogni legione è guidata da un console. Questi soldati sono tutti cittadini romani. Oltre a queste truppe legionarie, ci sono le truppe “ausiliarie”, composte da soldati non romani. I legionari come ausiliari ricevono uno stipendio: questa è la paga. A poco a poco l’esercito diventa un esercito professionale.

Con passeggiate di 30 km, spesso a passo di corsa, organizzate regolarmente e equipaggiamento di circa 30 chili sul dorso (un giavellotto chiamato pilum, una spada, uno scudo, un elmo, leggings e una corazza), fornito da le loro cure, i soldati romani sono uomini ben addestrati. Inoltre, si impegnano in lunghe giornate di esercizi fisici e maneggio di armi.

La disciplina è molto severa. Pertanto, la sconfitta e la fuga verso il nemico vengono severamente punite. In tale situazione, gli ufficiali possono essere condannati a morte. D’altra parte, nel caso di una vittoria, il generale degli eserciti è acclamato dall’esercito che lo proclama, imperatore. E a volte il senato gli concede un trionfo: in piedi su un carro, il generale vittorioso attraversa Roma e il popolo lo saluta.
b. Un esercito efficace
L’esercito romano usa due tattiche di combattimento: la battaglia campale e l’assedio:

– Nel caso della battaglia a distanza, la legione romana è divisa in diverse unità di combattimento (manipoli, secoli) allineati in 10 gradi. Dopo il suo attacco, la prima unità può ritirarsi e se i nemici resistono, è intorno alla seconda unità per ingaggiare il combattimento e così via.

– Le tattiche di assedio vengono adottate quando il nemico si ritira dietro i bastioni. Le macchine sono quindi costruite per conquistare le città: torri di legno per lanciare assalti, montoni di quercia solida per distruggere le porte delle città assediate e catapulte per proiettare pietre contro le pareti.

Una volta assicurata la vittoria, i soldati raccolgono gli oggetti di valore e condividono il bottino. I prigionieri sono fatti schiavi.
c. Un esercito in evoluzione
Il ruolo dei soldati si evolve dal 2 al termine delle conquiste romane. In effetti, l’Impero ha raggiunto la sua massima estensione e ora i soldati hanno la missione di garantire la protezione dei limes, vale a dire i confini. Per aiutarli, viene creata una linea di fortificazioni e torri di avvistamento per bloccare le invasioni.

Inoltre, alla fine dell’Impero, il reclutamento diventa difficile. I Romani persero interesse per la guerra e preferirono dedicarsi alla terra o al commercio. L’esercito romano recluta quindi barbari, vale a dire stranieri, per combattere contro altri barbari. Diventa un esercito di mercenari.
più
Sotto la Repubblica, Roma conquista il bacino del Mediterraneo. Nei primi secoli dell’Impero, la città estese ulteriormente il suo dominio, dall’attuale Gran Bretagna alle coste del Nord Africa e da Gibilterra al Mar Nero.

Roma deve il suo successo alla formazione di qualità dei suoi legionari e all’affidabilità delle sue tecniche di combattimento. Servire nell’esercito romano è prima di tutto un dovere dei cittadini, ma verso la fine dell’Impero, i cambiamenti avvengono e l’essere un soldato diventa una professione.

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